GIORNO 12

29 Luglio 2011 / Foncebadon –> Ponferrada (27 km)

La tappa di oggi è stata decisamente dura (e pensare che prima di arrivare ad O Cebreiro ne ho ancora un paio così!). Forse mi conviene ricalcolare ancora le tappe, magari mettendo uno stop in più visto che comunque, teoricamente, sono a buon punto su quanto programmato (forse riesco ad andare anche fino a Finisterre… in autobus ovviamente! Non ho altri tre giorni a disposizione).

El camino

El Camino regala

È stata dura perché il percorso è stato pieno di saliscendi, ripidi ed in un terreno con pietre e molto scosceso, insomma non il meglio per le mie ginocchia. Preferivo la meseta: un bel tavolato, pieno di grano giallo su uno splendido cielo azzurro. La montagna è bella solo se ti riposi in un bell’Albergue, ma per camminarci non penso di avere le gambe da capretta di montagna.

Oggi mi sono svegliato alle 06:00, per vedere un’alba che meritava veramente la pena essere vista.
Ho raggiunto Ponferrada alle 14:00, fuori tempo massimo rispetto al programma… ma ci sta anche questo. Arrivati alle porte di Ponferrada il cammino ha preso una “allungatoia” di ben 3 km! Ci hanno fatto fare il giro attorno alle pendici del colle dove sorge la città. Siamo passati per un paio di sobborghi nei quali nessuno ci sarebbe passato (e dove non c’era proprio niente da vedere). Seguendo invece la normale strada (anche se con automobili) avremmo fatto molta strada in meno. Questo già mi fa percepire questa città con una luce negativa.
Durante questo percorso ho imparato ad apprezzare i piccoli paesi piuttosto che le grandi città caotiche dove, nonostante passi il cammino (ed i turisti), fondamentalmente se ne fregano di te. Almeno nei paesini, dopo una tappa, ti senti un po’ benvenuto.

Flecha del Camino

Ponferrada està por alla.

Tappa lunga e dura e poche energie per pensare, ma forse è anche meglio così, anche pensare costa fatica. Dovevo, infatti, fare attenzione ad ogni passo che facevo. Ero concentrato in ogni momento a mettere il piede nel modo corretto evitando di scivolare o cadere.

Le tappe degli ultimi quattro giorni le ho fatte incontrando Pablo e facendo tratti più o meno lunghi con lui. Spesso ci vedevamo ad inizio o fine tappa, ma rivedere una faccia conosciuta con cui parlare del cammino e non solo è confortante. Oggi ho anche rivisto Josè… arrivato stremato a Ponferrada, lo si leggeva in faccia. Infatti sia io che Pablo ci siamo chiesti come potesse fare quel tratto con i piedi che si trovava… ci vuol coraggio.

Ieri, invece, a Foncebadòn, ho conosciuto una simpatica ragazza olandese (la sua attività pare sia “pedagogia musicale” … troppo complicato da spiegare, anche perché non ho mica capito molto bene). Tuttavia oggi forse si sarebbe fermata ad una tappa prima della mia… se il cammino vorrà ci si rivede.

Amanecer en el camino

Amanecer

La serata, invece, è terminata molto bene. Ho incontrato tre nuove persone, con cui ho cenato assieme a Pablo. Si chiamano Alba, Marta e Rodrigo. Persone molto simpatiche e cordiali. Ho passato una bellissima serata con loro. Ho scoperto che Alba, ad esempio, ha fatto un erasmus in Italia (ma non ricordo dove) e, come Marta, vive a Barcellona. La cena è stata gentilmente preparata da Pablo… uno spagnolo che cucina la pasta ad un italiano… per fortuna che c’ha messo un po’ di chorizo per rendere la cosa più spagnola 🙂

Come dicevo all’inizio, oggi pochi pensieri ma uno fisso che mi tornava di tanto in tanto lungo il cammino, soprattutto verso la fine:
la serenità è gratuita, ma costa fatica raggiungerla.

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