GIORNO 15

1 Agosto 2011 / A Faba –> Triacastela (25 km)

La tappa di oggi è iniziata alle 06:30 con una bella salita di 5 km, ma forse perché me l’aspettavo, non è stata così dura. Il fatto di aver deciso di farla di mattina presto è stata una buona decisione, farla ieri alle 13:00, con il caldo ed il sole che c’erano, mi avrebbe ucciso.
Dopo la salita, il percorso di oggi è proseguito con una lunga discesa che mi ha “vagamente” sfiancato le ginocchia, ma domani la strada dovrebbe essere migliore.

Questa mattina ho fatto il primo pezzo da solo poi, giunto a O’ Cebreiro, ho incontrato Josè che è arrivato poco dopo di me. Dopo la mia seconda colazione sono ripartito lasciando Josè che invece se l’è presa con più calma (se mi fermo per più di 15 min. dopo aver iniziato a camminare c’è poi il rischio che non proceda più).

Durante la discesa di oggi ho incontrato due simpatiche ragazze italiane: Stefania e Marilena (e con queste gli italiani incontrati sono 8), entrambe originarie di Foggia. Una però vive da anni a Barcellona mentre l’altra vive a Roma. Con loro ho fatto quasi tutto il tratto restante, è stata una piacevolissima compagnia e domani mattina dovrei incontrarle di nuovo per la tappa verso Barbadelo, vediamo se ci svegliamo con lo stesso orario, come concordato, perché alloggiamo in ostelli diversi; capita che ti metti d’accordo di partire insieme a qualcuno o di vedersi all’arrivo con qualcuno.

loving nature

amando a la natura

Il pomeriggio l’ho praticamente trascorso tutto al bar, come quasi tutti i “camminanti” giunti fin qui. Non volevo farmi la siesta per non rovinarmi la notte e il paesino l’ho girato veramente in poco tempo, non essendoci nulla di interessante da vedere.
Così, sbracato al bar, ho passato il pomeriggio chiacchierando e facendo un po’ di casino con gli altri pellegrini e compagni di viaggio. Non smetterò mai di stupirmi come il cammino possa creare in pochi giorni uno spirito d’unione e di fratellanza così. Tutti si sentono partecipi della stessa cosa, anche se ognuno l’ha iniziata per un motivo diverso rispetto ad un altro.

Dopo 20 giorni di cammino vedi e riconosci chi è il camminante di più lunga data rispetto al nuovo. Poi quando ti incontri sembra che ci si conosca da anni, ci si vede e ci si saluta, anche da lontano. C’è la voglia di aspettarsi o andarsi incontro anche solo per una pacca sulla spalla o un abbraccio e chiedere com’è andata.

Di qualcuno ricordo il nome, della maggioranza la nazione di provenienza: l’olandese, i tedeschi … ed ho anche capito che il nome, alla fine, non è così importante, ma ciò che importa è la persona che hai davanti e che con te o come te ha condiviso molti km.
Qualcuno lo rivedrai domani, qualcuno dopo domani, qualcuno mai più, ma il tempo che in questo momento spendi con ognuna di queste persone è magico e stupendo e unico.

Ti sembra di conoscerli da sempre, inizi parlando della tappa fatta quel giorno e di quella che farete il giorno successivo e poi si finisce a parlare della propria vita o del mondo in generale o delle cazzate che dici con i tuoi amici di sempre.
Oggi ho iniziato il pomeriggio seduto al bar con quattro amici del cammino ed ho finito cenando con altri quattro dopo aver chiacchierato e condiviso esperienze di vita con altre persone. Qui ho di nuovo incontrato Stefania e Marilena. Le avevo lasciate verso la fine della tappa odierna, si erano fermate ad un bar a circa 3 km da Triacastela, come al solito io non mi sono fermato, anche perché ho come pensato di essere un po’ di troppo, visto che mi pareva volessero terminare la camminata da sole. Mi ha fatto piacere ritrovarle qui al bar, sono entrambe simpatiche.

Lungo il cammino non è poi così importante cosa fai nella vita (sono argomenti utili ad introdurre il discorso) ma chi sei dentro, cosa ti piace, cosa ti fa divertire e cosa non ti piace, diventi importante come persona e non per quello che fai o per come ti vesti (o che macchina hai). Il cammino ti porta al concreto, all’essenziale delle relazioni con le persone. Essenziale come quello che ti porti sulle spalle, nello zaino, non un grammo di più perché pesa ed è inutile.

Ho anche notato che i pellegrini, anche se fisicamente stanchi, sono più propensi ad essere rilassati e ad aprirsi agli altri senza preconcetti, perché si sa che sul percorso siamo tutti uguali, anche se qualcuno arriva prima e qualcun altro dopo.
Oggi ho anche avuto l’occasione di parlare finalmente con il papà della famiglia olandese che ho incontrato diverse volte negli ultimi giorni.
La loro storia è davvero fantastica.

Sono padre, madre, figlio (11 anni) e figlia (12 anni) e stanno facendo il cammino, come famiglia, da tre anni.
Il primo anno, hanno fatto il tratto Olandese del cammino, 600 km (non sapevo ne esistesse uno Olandese). Il secondo anno, hanno intrapreso il tratto Francese, altri 600 km, arrivando circa fino a Burgos. E quest’anno, il terzo, faranno gli ultimi 600 km fino a Finisterre.
Così la figlia ha iniziato il cammino che aveva 9 anni ed il figlio 8 ed entrambi hanno fatto tutti i km ognuno con il proprio zainetto sulle spalle, con dentro le proprie cose. Penso che per una famiglia, e specialmente per i bambini, sia un’esperienza unica e stupenda poter vivere assieme questo percorso. Non è certo una cosa pazza “far viaggiare così dei bambini”. Penso, invece, che sia un’opportunità fantastica perché un’esperienza come questa ti rimane per la vita e perché, sono certo, aiuta a creare uno spirito di famiglia solido.

Un giorno mi piacerebbe poter avere un’occasione uguale.

Giorno 14 | Giorno 16

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