GIORNO 16

2 Agosto 2011 / Triacastela –> Barbadelo (27 km)

Oggi, per la prima volta dall’inizio del cammino, ho preso la pioggia. Non so se domani pioverà ancora, ma spero sia leggera come quella di oggi, che pare come se mi avesse aspettato.

Atmosfera magica camminare con un po’ di pioggia dentro i boschi galiziani, è un po’ come essere in Irlanda, beh almeno il paesaggio è molto simile, soprattutto con questa pioggia.

Nascondendomi con la natura

Mezclandome con la naturaleza

Di tempo per pensare non ne ho avuto molto o forse, ormai, ho veramente la mente svuotata da pensieri ricorrenti e “dannosi”. Ormai inizio a godermi il paesaggio, la compagnia delle persone con cui cammini e verso la fine della tappa non vedi l’ora di arrivare a destino per una doccia ed un letto dove riposare.

Anche oggi il cammino mi ha regalato una lezione di vita. Ci sono, infatti, dei “pellegrini” che per varie ragioni iniziano il loro cammino a circa 120km da Santiago, quindi circa da O’ Cebreiro in poi si inizia ad incontrare lungo il cammino molta più gente di quanta vista o incontrata prima. Ora ognuno ha le sue motivazioni per fare questa scelta (anche se per molti mi pare che diventi più una passeggiata per dire poi ad amici e familiari di aver fatto il cammino), quello che invece ritengo sia “scandaloso” è vedere come molti di questi “camminanti dell’ultimo minuto” utilizzino anche di servizi agevolati, come ad esempio il “servizio di trasporto mochilla” offerto da alcuni ai pellegrini.
Vedi quindi queste persone partire la mattina (tardi, di solito verso le 8:00) con uno zainetto da passeggio (o a volte anche niente) e sgambettare tranquillamente verso la loro meta dove troveranno il loro zaino arrivato senza fatica. Costo del servizio per ogni singolo tratto dai 7€ ai 9€ (se hai soldi, puoi).

Naturaleza y camino

La naturaleza del camino

Inoltre non soddisfatti di questa agevolazione, molti di questi il giorno prima telefonano e prenotano un letto nei vari Albergue privati (quando questi, in teoria, non dovrebbero accettare la prenotazione telefonica), quindi non solo l’agevolazione dello zaino, ma possono anche svegliarsi tardi e senza pensare se troveranno alloggio o meno, arrivare a destino, trovando tutto già pronto.
Mi chiedo se queste persone percepiscano davvero cosa sia lo spirito del pellegrino, se davvero credono di star facendo il cammino. Penso che un pellegrino debba guadagnarsi ogni giorno il riparo arrivandoci con il suo zaino, dentro il quale porta tutto quello che possiede e ne sente, dunque, il peso.

Anche il fatto che una persona, anche se per motivi di salute, non possa portare niente sulle spalle è un po’ una scusa per non portarsi dietro lo zaino. Esistono, le ho viste, varie soluzioni allo zaino sulle spalle.

No, non credo che questi si possano definire pellegrini, ma turisti, che però poi si vogliono magari anche vantare di aver fatto qualcosa di alternativo. Penso che non possano capire il cammino, non almeno come coloro che lo fanno per un bel po’ di giorni, con lo zaino sulle spalle, senza prenotazioni; devo anche dire che forse sono anche una nota negativa sul cammino. Dimostrano che se hai soldi puoi renderti la vita più facile, senza sforzi, ma la domanda è: è davvero sempre così? È davvero sempre necessario rendersi le cose del tutto facili?
Oggi mi sono portato dentro questa lezione: che anche se hai soldi, se ti rendi troppo facile le cose solo perché te lo puoi permettere, non potrai mai capire fino in fondo qualcosa di cui poi ti vanti. Avere la possibilità di fare qualcosa in modo semplice non dovrebbe significare che poi per forza devi farla in quel modo. Forse a volte si deve soffrire per capire il significato di qualcosa.

Non so perché mi è venuto in mente il passo della genesi dove Adamo ed Eva vengono cacciati dall’Eden a seguito del peccato originale (che sia ben chiaro, non ha niente a che fare con il sesso o la sessualità). Questo mi ha fatto pensare che a volte il sudore e la fatica sono il mezzo per rientrare nella divinità dell’uomo, per rientrare in quell’Eden da cui, in un certo senso, ci siamo cacciati da soli. Forse solo lavorando fisicamente e sentendo la stanchezza potremo ritornare in noi.

Questo non toglie valore al riposo o ad alcune comodità, anzi le rende ancora più importanti, ma sempre all’interno di un percorso di “fatica catartica”.

Perché è vero che dopo 25km al giorno, dopo aver camminato per 6 ore o più, nonostante la stanchezza della giornata, il momento in cui ti riposi e godi di questo riposo con le persone che ti sono care o che hai incontrato lungo il cammino, è rilassante. Sei stanco, ma non stressato. Hai faticato, ma non sei stremato. Vuoi riposare, ma domani vuoi già partire.

Bene, sono le 23:00 e domani devo svegliarmi alle 05:30, mi attendono 23 km ma Santiago si avvicina.

Giorno 15 | Giorno 17

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