GIORNO 4

21/07/2011 – Boadilla del Camino –> Carriòn de los condes (24 km)

La partenza di oggi alle 06:30 non è stata molto fortunata; uscito dall’ostello ho sbagliato strada perché non avevo visto una freccia (evidentemente ero ancora addormentato), fortuna che non ho perso molto tempo. Dopo alcune richieste di indicazioni alle 7:00 ho ritrovato il cammino corretto. Uscire da Boadilla non era così semplice come sembrava, ho poi saputo di altre persone che si sono perse, tuttavia dopo questa piccola disavventura il resto del cammino è proseguito senza problemi.

Lungo la strada ritrovi alcuni pellegrini che hai visto la sera prima o alcuni visti qualche giorno prima. Quando arrivi in un paesotto come Carriòn de los Condes (2400 abitanti circa) risenti tutto il frastuono di un medio-grande abitato. Dopo essere uscito da un paesino di 180 persone come Boadilla ed aver camminato in solitaria per circa 6 ore, scambiando solo alcune frasi con qualcuno, ed arrivare a Carriòn pare di essere arrivati in un gran casino (un paese che normalmente parrebbe noioso), fastidioso.

Carrion de los Condes

Plaza de Carrion de los Condes

Gente che corre, gente che grida, gente che ha fretta, gente che si mette in mezzo e di traverso ad altra gente. Gli unici che (forse) si “divertono” in tutto questo pare siano i pensionati, ovvero le persone “non pellegrini” più simili ai pellegrini stessi nel camminare in città dopo una giornata del camino.
Anche in questa cittadina riesci a riconoscere un pellegrino da lontano: o perché lo hai già visto o perché ha stampato sul viso i km percorsi.
Stranamente durante il tratto di oggi ho pensato poco; da quando mi sono svegliato stamattina avevo in mente solo il pensiero di arrivare fino qui. Non avevo voglia di altro che arrivare fino qui… non saprei per quale motivo, qui non c’è niente tranne un letto simile a quello di ieri.

La mente vuota, vedevo solo la strada, cercavo le mie amate frecce gialle e scrutavo se all’orizzonte si vedeva una sagoma di qualche pellegrino.

Familia en el camino

Famiglia nel cammino

Ieri sera ho incontrato i primi due italiani del viaggio ed oggi ho condiviso alcuni km con uno di loro. Abbiamo parlato del più e del meno, da dove provenivamo (lui era di Bergamo), da dove eravamo partiti e quali erano le nostre mete; cose così, in generale, per parlare e farci compagnia e conoscere l’altro semplicemente per il piacere di conoscersi.

Oggi è il mio terzo giorno di cammino… accidenti solo il terzo! A me sembra sia già il trentesimo.

Facendo il cammino capisci che ogni giorno hai un limite di manovra nel programmare il giorno dopo, puoi prevedere alcune varianti ma poi devi essere pronti ad improvvisare ed adattarti. Devi essere capace di chiedere al tuo corpo “quanto ancora?” ed accettare serenamente la risposta, senza falsarla con l’ego per voler arrivare più in là. Non puoi pretendere troppo sulla singola tappa, il cammino è lungo, ma se vuoi allungare un po’ puoi allungare un po’ al giorno … un po’ alla volta… tutto va fatto un po’ alla volta, senza fretta.

Serve equilibrio, serve capire qual è dov’è il punto di equilibrio fra quanto si deve e quanto si può senza sfasciarsi. Queste sono belle parole ma facendo il cammino le si capiscono sulla propria pelle o, meglio, sulla pelle dei propri piedi.
È un popolo in cammino questo di noi pellegrini, che veniamo da ogni parte del mondo: Corea, Australia, Giappone e Messico i più lontani, Francia, Spagna, Germania, Austria e Italia i più vicini.

Alle 21:30 mi ritrovo di nuovo a pianificare per domani pur sapendo che tutto può cambiare… beh forse è meglio essere un po’ preparati per non improvvisare del tutto.

Una buona improvvisazione è frutto di un’ottima preparazione; questo vale nelle Arti Marziali e dovrebbe valere anche nella vita di tutti i giorni, in special modo qui nel cammino. Purtroppo la routine e la velocità del mondo che ci circonda ci stressano e ci fanno dimenticare di dedicare del tempo a noi ed alla preparazione verso gli imprevisti… così potremo improvvisare con professionalità.
Ho notato che buona parte di noi pellegrini veste nello stesso “atelier”, da monsier Decathlon. Gli asciugamani e le magliette in microfibra vanno a ruba (e a ragione visto il poco spazio che occupano e l’alto indice di funzionalità).

Giorno 3 | Giorno 5

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