GIORNO 5

22 luglio 2011 – Carriòn de los condes –> Terradillo de los Templarios (26 km)

Partenza alle ore 06:15 da Carriòn de los Condes. Nonostante la sveglia alle 05:30 sono stato l’ultimo degli inquilini della stanza a partire. Che bene! Visto che il bagno era nella stanza, era tutto per me!

Ormai penso che l’orario per me migliore per partire sia fra le 6:00 e 6:30 ma non dico l’ultima parola, il Cammino potrebbe farmela cambiare.
Mi viene in mente Paolo Cohelo, so di avere il suo libro sul Cammino di Santiago e mi ricordo di averlo letto, ma sono passati tanti anni ormai che non ricordo niente del libro. Al rientro voglio rileggerlo e vedere se alcune cose coincidono.

Come volevasi dimostrare anche oggi il Cammino mi ha sorpreso. Facendo fede a quanto scritto sulla guida mi aspettavo un tratto arso dal sole con un sole cocente. Invece sono partito con nubi minacciose, poi per fortuna scomparse. Per tutto il percorso di oggi, oltre ad un discreto sole c’è stato un forte vento, bello fresco che non mi ha fatto togliere la mia amata giacchetta in pile.

Questo “venticello” sulla mia nuca pelata mi dava proprio fastidio (un torcicollo è l’ultima cosa di cui ho bisogno adesso) e quindi mi sono inventato un paravento, ho preso il piccolo asciugamano che ho acquistato dopo aver perso quello precedente (9€ spesi benissimo!) e l’ho indossato tipo sciarpa… mi sento davvero buffo con questa cosa attorno alla nuca, però mi protegge molto bene dal vento.

Vento e improvvisazione

Dia de viento

I paesetti che qua si susseguono sono incredibilmente piccoli, a volte anche più piccoli di Savalons (vedi nota primo giorno ndr) e va confermandosi la mia idea che la loro unica, o almeno la principale, fonte di reddito sia il Cammino.

L’ostello in cui mi trovo si chiama Albergue Jacques de Maloy ed è il cuore di questo piccolo paesello alla cui entrata c’è solo un altro ostello ma non so perché ho preferito questo.

No in realtà lo so: poco prima di arrivare in paese ho raggiunto un ragazzo (Pablo) che avevo già visto nei giorni precedenti e di sfuggita ci eravamo salutati. Abbiamo fatto l’ultimo kilometro insieme chiacchierando del più e del meno, le solite prime informazioni quando inizi a parlare con un pellegrino nuovo (Pablo viene da Burgos, abbiamo iniziato il cammino lo stesso giorno, nello stesso luogo ma ci ritroviamo a parlare solo oggi). Mentre parliamo entriamo nel paese, avevamo già passato il primo ostello da almeno 800 metri quando incrociamo una ragazza koreana che ritorna indietro (l’avevamo già vista nei giorni precedenti lungo il Cammino).

Entrambi un po’ preoccupati le chiediamo se per caso l’ostello Jacques de Maloy fosse pieno; lei ci dice di no.
Allora le chiediamo come mai stesse tornando indietro… magari le era successo qualcosa. Invece lei candidamente ci dice che l’albergo Jacques de Maloy costava 8€ per una notte mentre quello all’entrata del paese 7€ ed ha proseguito per la sua strada. Io e Pablo ci siamo guardati in faccia e dopo un secondo mi dice “Yo no regresarìa por la diferencia de 1 euro” e io “Yo tampoco!” … e ci siamo diretti all’ostello Jacques de Maloy che distava da noi circa 400 metri.

Pablo è un ragazzo simpatico anche se a volte un po’ strano … sarà per via della barba.

Il momento più bello della giornata è quando lavo i miei panni (generalmente sempre quelli del giorno: le mutande, calzini, maglietta e ogni tanto i pantaloni lunghi) perché significa che il più è fatto, che mi attende un pomeriggio di relax ma soprattutto perché significa che ho già trovato un letto dove dormire e già fatto una doccia ristoratrice.

Fortuna che c’è sempre stato sole e un po’ di vento in questi giorni, così i panni si asciugano in poche ore e sono già pronti per il giorno dopo.
Ho pianificato il viaggio anche per domani ma mi sono tenuto abbastanza flessibile visto che sto facendo più kilometri di quanto inizialmente pianificato.

Di solito la mattina parto un po’ lento, ma poi man mano che avanzo inizio a carburare bene e lo stop qui a Terradillos è stato ragionato sul domani e sul conservare le forze più che sull’effettiva stanchezza fisica. Speriamo duri!

Campo di girasoli

Girasoli

Incontri sempre molto interessanti in questo cammino, soprattutto nel momento del pranzo o della cena quando fatta assieme agli altri. Ti siedi ad un tavolo e conversi con persone provenienti da paesi diversi. All’inizio non è sempre facile rompere il ghiaccio ma poi poco a poco, dopo iniziato, ci si accorge che le cose che ci dividono sono inferiori in numero rispetto a quelle che ci uniscono.

La prima sera (a Hontanas) ho cenato con una coppia di francesi ed un ragazzo spagnolo che faceva il Cammino in bici. La coppia non aveva in programma di finire il Cammino quest’anno, mentre il ragazzo ovviamente si, entro i seguenti 8 giorni (chi lo fa in bici, ovviamente va più veloce… ma secondo me si perde molto del Cammino).

La seconda sera ho cenato (a Boadilla) con un altro gruppo di persone molto interessanti. Qui è stato dove ho trovato i primi due italiani, poi una coppia di spagnoli (sui 50 anni o più), una coppia di francesi ed un ragazzo australiano di origini italiane (il padre pare sia di vicino Belluno). Molto interessante il suo viaggio, passando per la Thailandia, poi per la Francia, l’Inghilterra e per ultimo ha deciso di fare il Cammino.

Infine oggi ho pranzato con un’altra coppia di francesi, un’altra di 50enni spagnoli e con Pablo. La sera ho ritrovato al tavolo il ragazzo australiano di Boadilla assieme ad altri sei suoi conterranei tutti figli di emigrati (per la maggior parte italiani). Tutti sono partiti dall’Australia in tempi diversi e con obiettivi diversi tranne per il fatto di essere rimasti d’accordo di ritrovarsi a Logroño in tal giorno e partire assieme per il Cammino.

Non sai mai se la persona con cui cenerai oggi la rivedrai anche domani oppure no… ognuno pianifica il suo viaggio ed ognuno conta sulle sue forze. Può capitare che la rivedi il giorno dopo, o tre giorni dopo, oppure mai. In ogni caso una parola gentile o un sorriso lasciano un bel ricordo, sia che ci si incontri di nuovo oppure no.

(PS. Il ragazzo australiano, Roury, l’ho incontrato diverse volte lungo il cammino, mentre il gruppo di Australiani mai più).

Giorno 4Giorno 6

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