GIORNO 6

23 luglio 2011 – Terradillo de los Templarios –> El Burgo Ranero (30 km)

Oggi è stata duretta, un po’ me la sono cercata, ma sono comunque contento dell’esito. Partito alle 06:15 da Terradillos mi ero prefissato come tappa Bercianos del Camino tuttavia una volta lì mi sono accorto che c’era solo un Albergue privato con prezzi decisamente da furto (1 singola 30€!) e non ho trovato l’albergue pubblico (in realtà non l’ho cercato molto).
Quindi alle 12:00 sotto un sole intenso ho deciso di procedere verso El Burgo Ranero; questo significava altri 7 km. Mi sono detto che piuttosto preferivo dare 30€ ad un albergo presso “El Burgo Ranero” che darli a loro, almeno avrei fatto 7 km in più… anche se poi vorrei davvero sapere se sono 7 km, secondo me ogni tanto, sulla guida, tirano ad indovinare.
Al mio arrivo presso l’Albergue de Peregrinos “Domenico Laffi” ho trovato il penultimo posto disponibile, con offerta donativa per il costo. Sotto l’aspetto economico la sfacchinata ha valso la pena.

Hostal

El Burgo Ranero

Tuttavia il gruppo di persone fino ad oggi incontrate si è un po’ sfaldato. Qui ho ritrovato il ragazzo australiano, la coppia di 50enni valenziani di Boadilla (sono sempre freschi come delle rose … che barino? O forse la mia è solo invidia ehehehe ) e uno dei due italiani incontrati sempre a Boadilla dove, fin’ora, ho incontrato il miglior ostello.
Questo di oggi è decente, soprattutto considerando che si mantiene con i donativi dei pellegrini e con il lavoro di volontari del cammino.

Hostal y Relax

Relax en el hostal

Nel tratto odierno la gente incontrata per strada mi è parsa un po’ scontrosa rispetto ai giorni passati; mi è sembrato che guardassero noi pellegrini come dei “rompiscatole”, tuttavia mi viene difficile immaginare come e quanto possano essere questi paesetti spersi “nel deserto” senza il passaggio dei pellegrini.

Para descansar

Descansa Peregrino!

Non so se l’ho già scritto ma i camminanti si vedono da lontano per il fatto che zoppicano oppure per via della loro camminata tra lo stanco ed il tranquillo; si vedono i km percorsi dalla gente.

Per domani prevedo tappa corta, è domenica ed ho deciso di fare la tappa di 20 km consigliata nella guida e poi riposo. Per il momento sono abbastanza bene rispetto alla tabella di marcia.

Ora, seduti ad alcuni metri da me, ci sono due bergamaschi che parlano fra di loro, ma riesco a capire più quello che dicono i due tedeschi seduti alla mia sinistra che quanto dicono i due connazionali.

La serata qui sta prendendo una piega molto “boy scout”, con riunione di gruppo, canti, racconto del perché si è iniziato il cammino, ecc.
Visto che è un’idea degli attuali volontari che gestiscono la casa, forse è un loro modo per portare a condividere il vissuto e renderlo più memorabile per i pellegrini.

Io non ho partecipato. Ero fuori dalla casa, un po’ leggevo ed un po’ parlavo con vecchietto del luogo che un po’ assomigliava a mio nonno Fabio.
Parlammo di poche cose, del più e del meno. Lui aveva visto tanti pellegrini e forse le cose da dire erano quasi sempre le stesse, e io non avevo molto di diverso da raccontare ma è stato un momento comunque interessante… chissà come sarò io da vecchio, se avrò cose interessanti da raccontare o solo le solite cose.

Ad ogni modo sono entrato nella casa a riunione iniziata e sono andato dritto in camera. Di partecipare a questa cosa (per altro già fatta in EGTYF moltissime volte) non avevo voglia, mi sembrava una situazione poco sincera, quasi forzata o forse sono solo io che oggi mi sento un po’ “orso”.

Di converso oggi ho fatto gruppo con i tre italiani che dormono qui e stasera facciamo una cena comunitaria, un risotto tipo “paella bergamasca”… staremo a vedere, come si dice in friulano “ce cal pase al ingrase”.

E invece, alla fine, la cena è diventata a gruppo allargato, non solo noi italiani ma un po’ tutti quelli che erano lì in nell’Albergue che avevano piacere di condividere con noi quello che avevano preparato e di cenare assieme.
Così, alla fine, tutti hanno messo un po’ del loro cibo… sia il riso che tutto il resto era davvero in abbondanza ed è risultato più che sufficiente per tutti. Da una prima tavolata di alcuni italiani è diventata una tavolata di circa 20 persone fra italiani, spagnoli, coreani, inglesi ecc.

Condivisione del cibo

Condivisione

E’ stata una bella cena a dimostrazione del fatto che mediante la condivisione tutti possono avere tutto.

Oggi ho salutato la coppia di 50enni valenziani che domani terminano il loro “secondo terzo” del cammino e che riprenderanno e termineranno il prossimo anno. Chissà se un giorno, rifacendo il cammino, li incontrerò nuovamente.

Nel frattempo mi hanno dato un prezioso dato, ovvero che la tappa in Galizia, nei d’intorni di O’ Cebreiro è molto dura: tappe lunghe, in salita e con possibili piogge.

Devo pianificare bene anche perché, sempre stando a quello che mi dicono, a Leòn, oltre alla cattedrale ed un po’ il centro, non c’è molto da vedere e quindi, anziché fermarmi lì un giorno in più, potrei da lì iniziare a fare tappe più corte; vedremo.

Giorno 5Giorno 7

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