GIORNO 7

24 luglio 2011 – El Burgo Ranero –> Mansilla de las mulas (20 km)

Oggi, come da programma, me la sono presa un po’ comoda, d’altronde è domenica. Ho scelto di fare una tappa “corta” di 20 km anche perché la tappa di ieri di 30 km la sento ancora nelle gambe. Stamattina mi sono concesso 1 ora in più di sonno, svegliandomi alle 06:30 e sono partito alle 07:00.

E’ stato un cammino tranquillo, ho incontrato poca gente per strada; così ho avuto modo di lasciar libera la mente e pensare. Pensieri veloci, che andavano e venivano rapidamente, molto più rapidamente dei miei passi domenicali.

Deja tu pasado, adelantate.

Olvida tu pasado y dejalo aqui

Ho interrotto la scrittura per una interessante conversazione con una ragazza italiana che è in cammino con una sua amica. Hanno entrambe da poco fatto la maturità e prima di iniziare le loro carriere universitarie hanno deciso di fare il Cammino di Santiago. Mi ha raccontato della loro decisione di partire in questo periodo della loro vita che, già a livello scolastico, è un giro di boa. Ad entrambe faceva piacere avere un’esperienza come il Cammino di Santiago da portare a memoria di questo periodo.

Troppo facile il suggerimento per la mia maturità ed il mio “giro di boa” (era il 1992). Mi viene in mente quel periodo e di quanto, a posteriori, mi vedo come un po’ sempliciotto. Io ed i miei amici che in quel periodo il massimo del nostro sforzo per celebrare quell’evento è stato quello di programmare una settimana a Lignano in campeggio.

E’ qualcosa che certamente noi che l’abbiamo fatto ci ricordiamo tutt’oggi, ma certo è tutt’altra cosa che fare un viaggio come il Cammino di Santiago. È anche vero che difficilmente tutti noi l’avremmo fatto a quel tempo, ma è anche vero che a quel tempo il massimo della trasgressione (almeno per quanto ne sapevamo) era andare in Grecia; certo sempre più “azzardato” che Lignano.

Tuttavia la volontà di queste due ragazze mi ha fatto davvero tenerezza ed spero che possano ricordare questo momento molto a lungo e con piacere.

Oggi ho incontrato anche un’altra ragazza italiana, di Verona, che ha viaggiato alcuni giorni in compagnia con queste altre due studentesse. E siamo a sei italiani… pochini devo dire rispetto soprattutto ai Francesi ed ai Tedeschi che ho incontrato fino ad oggi.
Questa ragazza di Verona mi ha raccontato che si trova in viaggio perché anche lei attratta dal voler fare il Cammino, partita anche lei senza tante aspettative. Poi però ho capito che in realtà almeno un’aspettativa o un “problema” da risolvere ce l’aveva anche lei. L’ho capito quando ho visto il libro che stava leggendo un libro trovato in un ostello.

Si tratta di una pratica abbastanza diffusa nel cammino. Un pellegrino, dopo aver finito di leggere un libro, decide di lasciarlo lì, in un ostello lungo il cammino, a disposizione di qualsiasi pellegrino che, imbattendosi nel libro e interessandolo, decide di prenderlo e portarlo con se per leggerlo. Alla fine anche questo pellegrino farà poi la stessa cosa lasciando il libro dopo letto. In questo modo spesso un libro fa sù e giù lungo il cammino (ci sono pellegrini che fanno anche il tragitto di ritorno) oppure rimane “fermo” finchè non trova qualcuno disposto a leggerlo e portalo avanti.

Il libro che aveva trovato questa ragazza era stato lasciato da un’altra ragazza nel 2007 (c’era la data ed il nome) e si intitolava “La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del principe azzurro”… ho già in mente un paio di persone a cui potrei regalarlo.
Mi ha fatto notare come quel libro le fosse capitato casualmente fra le mani proprio in un momento per lei con ancora al piede la palla del suo ex-fidanzato. Chiamatela serendipità, ma queste cose accadono lungo il cammino.

Sono arrivato a Mansilla de las mulas molto presto, verso le 11:30 e l’Albergue Municipal de Peregrinos apre alle 12:30; ho lasciato il mio zaino in fila con gli altri per non perdere il posto, mi sono recato in una piazzetta li vicino e mi sono seduto su una panchina all’ombra di un albero, al riparo dal sole battente.

Sono arrivato qui in una giornata particolare, stanno facendo una Fiera Medievale, una “sagra” dove si rivive quel periodo vissuto dalla città quando era soggetta a passaggi di potere a suon di duelli e regolar tenzoni. In realtà mi sembra tutto molto spinto e finto, molto forzato. Certo è caratteristico, vedi gente vestita in modo strano e alcune bancarelle che vendono oggetti che richiamano “tempi medievali” accanto ad altre che invece di medievale hanno ben poco.

Feira Medieval

Feira medievàl a Mansilla de las Mulas

Caratteristico è anche il palio che viene allestito in questa giornata dove dei figuranti a cavallo ricreano un tenzone durante il quale, diversi secoli fa, pare che i signori che regnavano in queste terre avessero fatto per conquistare, riconquistare o tenere la città di Mansilla de las mulas ed i suoi territori. Interessante, molto scenografico ma anche molto artificioso. Anche in Friuli abbiamo manifestazioni simili, ma non so perché non ne sono mai rimasto molto appassionato.

Reconquista de Mansilla

Feira Medieval

A proposito di bancarelle, in una ho visto in vendita stupendi dolci al cocco, rotondi, dorati e gustosi! Non ho resistito e ne ho comprato ben quattro. Uno l’ho mangiato subito, gli altri li tengo per domani, uno per la mattina e poi vediamo. In realtà avevo intenzione di dividerli con le altre tre ragazze se le avessi viste questa sera al rientro dal giro in città, ma così non è stato e quindi li mangerò io.

Domani tappa ancor più corta, si va a Leòn in soli 18 km … mi sto rammollendo oppure me la sto prendendo troppo comoda? Non so, tuttavia in teoria dovrei andarci in compagnia della ragazza di Verona, comunque vedremo domani.

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