GIORNO 17

3 Agosto 2011 / Barbadelo –> Hospital da Cruz (29 km)

Quando hai un giorno buono o fortunato, sfruttalo.
Quando hai un giorno pessimo o sfortunato, riposa.

Questa è la mia massima del giorno che, in breve, riassume insieme la giornata di ieri e quella di oggi. Infatti oggi mi sono incredibilmente risvegliato in forma e dopo la giornata di ieri non lo avrei mai creduto. Stamattina alle 06:00, grazie anche al cielo coperto, sono di nuovo uscito con il “buio notturno” ante lucano. I primi kilometri li ho fatti assieme a Pablo ma poi l’ho lasciato andare, visto che il mio ritmo era più lento del suo. Lungo la strada abbiamo anche incontrato Alba e Marta, ma dopo un po’ ci siamo di nuovo divisi.

Oggi, finalmente, ho raggiunto il ceppo dei 100km a Santiago! La tappa di oggi prevedeva lo stop a Gonzar, con uno stop tecnico a Portomarin. Tuttavia in quest’ultimo posto ci sono arrivato da solo e non sentendo la necessità di uno stop, ho proseguito arrivando alla meta di Gonzar già alle 12:00. Troppo presto, mi sono detto, e siccome mi sentivo nelle gambe la possibilità di fare altri 5 km, ho proseguito fino alla tappa non prevista di Hospital da Cruz dove ho ritrovato Pablo che invece aveva pianificato di andare un po’ più avanti.

100 km a Santiago

100 km! Faltan menos!

Il cammino è così, ti mette nelle condizioni di ascoltare te stesso ed il tuo corpo, ma devi avere anche la forza di metterti in queste condizioni altrimenti non riceverai dal cammino quello che lui ha da offrirti e che ti serve. Forse è per questo motivo che non capisco questi “pijos” con la “mini mochila” (mini zaino) che si fanno trasportare il loro bagaglio da un posto all’altro facendosi la loro passeggiata quotidiana. Forse a loro il cammino non può dare niente più che un pezzo di carta all’arrivo.

Il cammino, fino ad oggi, mi ha dato serenità, allegria, gioia nell’incontrare nuove persone. Mi ha dato molto tempo da dedicare a me stesso ed alle mie cose, ai miei pensieri. Mi ha dato l’occasione di tornare in me e con me per poter tornare in contatto con gli altri. Senza secondi fini, ma semplicemente per scambiare una parola, un’opinione o passare alcuni momenti in allegria.

Penso che il cammino è una cosa che tutti, nella vita, dovrebbero fare almeno una volta. Io voglio rifarlo almeno un’altra volta, dall’inizio fino a Finisterre.

Honor de botas

Al honor de las botas

Purtroppo, arrivando sabato 6 (almeno questa è la mia previsione) non mi rimane molto tempo da dedicare alla città, così ho deciso di lasciare Finisterre come ultima tappa per il mio prossimo cammino, avrò così un motivo in più per farlo.
Ogni giorno qui accadono molte piccole cose che però sono grandi nella loro semplicità. Purtroppo lungo il cammino non ho di trascriverle tutte e la sera spesso la memoria fa cilecca e riporto solo alcuni eventi, forse i più significativi. Tutte le altre cose che accadono, tuttavia, mi rimangono dentro e so che mi arricchiscono anche se non sono qui riportate.

È incredibile come il cammino ti metta in contatto con persone interessanti per un sol giorno e poi, anche se vorresti incontrarle di nuovo, non ne hai più l’occasione mentre per altre persone, con cui magari non hai mai scambiato una parola, le rivedi, di sfuggita, quasi ogni giorno.
Man mano che avanzo sono sempre più le facce nuove che vedo e sempre meno quelle conosciute, forse perché man mano che si avanza, sono sempre di più i nuovi arrivi che diluiscono quelli che già da tempo sono in cammino… non saprei.

Da quello che ho sentito molti di questi “vecchi” pellegrini vogliono essere presenti alla Messa di domenica 7 agosto, quella delle 12:00 con la benedizione dei pellegrini e la messa in azione del “botafumeiro”. Se Dio vuole ci sarò anch’io, sono curioso di vedere cosa succederà rivedendoci tutti li (o quasi).

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