GIORNO 18

04 agosto 2011 / Hospital da Cruz – Melide

Questa mattina sono incredibilmente partito alle 06:00, mi sentivo bene e riposato, sono addirittura partito prima di Pablo che di solito mi batte sempre sulla partenza.
Quando si parte ad un ora dove il sole non è ancora sorto, quando c’è ancora notte, la sensazione è sempre particolare. Tutt’intorno c’è buio e la poca luce, filtra dalla nebbia mattutina, mentre in lontananza si sente l’abbaiare di alcuni cani per il passaggio di altri pellegrini mattinieri.

Amanecer

Amanecer a Hospital de la Cruz

Questa mattina fino alle 10:00 è andato tutto bene, poi ho iniziato ad incontrare i peri-turisti, quelli che arrivano in corriera, dove lasciano lo zaino pesante, quelli con l’hotel già riservato, quelli che mentre passi un po’ sporco e un po’stanco, ti guardano strano, loro tutti belli, tranquilli e pulitini, fanno chiasso e chiacchierano ad alta voce. Alcuni di loro vanno in giro con radioline accese a tutto volume, come se anche gli altri volessero ascoltare le loro canzonette del piffero.
Purtroppo a Melide non ho riservato alcun posto dove alloggiare e visto l’enorme quantità di turi-pellegrini è facile che trovi quasi tutto occupato, sento quindi la necessità di affrettare il passo, purtroppo. Non sono attrezzato per dormire all’addiaccio, non ne ho nemmeno voglia a dire il vero, e non credo avrò desiderio di farmi dei km in più rispetto a quanto previsto.
Tutto questo mi sta facendo cambiare idea sulla parte del Cammino dopo O’ Cebreiro, tutto troppo turistico, troppo caotico e troppo commerciale. Ma forse è perché siamo ad agosto, tutto il mondo ne approfitta per fare il cammino in questo periodo e quindi si trova anche questa situazione, dove tutto diventa una corsa.

Mini Mochilas

Los Mini-Mochi

A quì puedes ver un video sobre los mini mochi

Non è una critica al Cammino in sé ma al comportamento molto consumistico di alcune persone che, forse perché agosto o forse perché non se ne rendono conto, rovinano l’atmosfera del cammino. Beh come mi ha detto il padre della famiglia olandese, anche questo è il cammino.
Sembra che oggi ce l’abbia più che mai con questi peri-turisti, i mini mochilla (o mini mochi) come li ho rinominati. Sarà perché forse oggi, dopo più di 450 km, stavo dolorosamente compiendo una discesa andando piano perché mi dolevano le ginocchia.
Improvvisamente mi sorpassa di lato uno di questi turi-pellegrini mini mochilla, con i suoi jeans puliti, le scarpe da ginnastica nuove, il suo mini zainetto, e mi dice “hola, todo bien?” … volevo rispondergli “coño que si… y tu?” e dargli due calci nel sedere. Quella domanda posta da lui mi ha indisposto… boh forse mi sto facendo condizionare da questa cosa un po’ troppo.
Fortunatamente, sin dal primo pomeriggio, la giornata ha preso una piega positiva. Josè, assieme a Morgane, la ragazza francese incontrata giorni fa, ha preso un taxi, poiché lei aveva un po’ di problemi alla caviglia e mi hanno aspettato a Melide.

Faltan menos

Faltan menos

Gli ho chiesto allora di riservarmi una camera o un letto ovunque vadano ad alloggiare. Anch’io mi sono un po’ piegato a questa cosa della prenotazione perché adesso di fare km extra non me la sento proprio.
Ci sono delle amicizie che evolvono nello spirito del cammino e questo è molto bello e vero, com’è vera la vita reale.
Poco dopo il mio arrivo a Melide sono salito in hotel, ho fatto una doccia molto rilassante ed ho riposato un po’. Poi assieme a Josè sono andato in un famoso locale di Melide a mangiare il famoso Pulpo Gallego. Che buono! Oltre al polpo anche alcuni pinchos con patatas y gambas.

el pulpo gallego

El pulpo Gallego

Io e Josè eravamo messi in un angolo del locale, in una zona dove ci si arriva solo per sedersi e con una probabilità che rasenta lo zero chi vediamo arrivare proprio dove siamo seduti noi? Marilena e Stefania.
Le abbiamo viste ed invitate a sedersi con noi. Mi ha fatto molto piacere rivederle,e anche con un po’ di emozione perché non ci eravamo affatto accordati su questo incontro, e anche perché ci eravamo un po’ persi di vista. Ho poi notato che in questi ultimi giorni, sia a Stefania ma soprattutto a Marilena, il Cammino le ha toccate nel profondo.
Il tempo è così scorso allegramente parlando del cammino e di altre cose. Sembrano banalità ma, di qualsiasi cosa si parli fra noi “camminanti”, anche se si tratta di piccolezze, sono cose dette con il cuore e con l’anima, dunque preziose e stupende.
Poi Stefania e Marilena sono ripartite, non era loro intenzione fermarsi a Melide ma una tappa più avanti. Siamo rimasti d’accordo che ci saremmo rivisti almeno a Santiago.
Domani inizia la penultima tappa prima dell’arrivo a Santiago, sarà un po’ lunga, circa 29 km così quella di Santiago sarà un po’ più corta, avremo così tempo per visitare la città. Avrei in programma di trascorrere l’ultima notte in Albergo così da sfruttare anche la sera (e dormire bene) e domenica pomeriggio, dopo la S. Messa fare rientro a Madrid in treno.
Questo è il programma ma sarà il cammino a decidere se riuscirò a rispettarlo o meno.
Stasera c’è in programma di incontrarsi con Pablo, Alba e Marta all’Albergue Municipal per una tortilla di patatas, yum!

Giorno 17 | Giorno 19

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